Esercizio con Matrix Fitness

MAL DI SCHIENA CRONICO (CLBP) – PT.4

ESEMPI DI ESERCIZI DI MOBILIZZAZIONE E DI STABILIZZAZIONE

In questa quarta uscita della rubrica dedicata all’argomento del mal di schiena cronico riportiamo alcuni esempi degli esercizi consigliati da DANIELE BARBIERI nel suo capitolo sulla lombalgia cronica, scritto per il libro “ATTIVITÀ MOTORIA ADATTATA: dalla teoria alla pratica”, edito da Calzetti e Mariucci. Ringraziamo l’autore anche per l’autorizzazione all’uso delle immagini.

Riporteremo esempi in accordo con la prospettiva di interdipendenza regionale. In questa parte descriveremo esempi di esercizi di mobilizzazione e di stabilizzazione.

Nella successiva descriveremo quelli per le diverse parti funzionali: anteriore, posteriore, laterale, arti inferiori.

Esercizi proposti da Matrix per il mal di schiena cronico

Esercizi Mal di Schiena: Mobilizzazione della Colonna Lombare

Come abbiamo detto la colonna lombare, da ora indicata con il solo termine lombare, dovrebbe essere solida ma non rigida. Un giusto quantitativo di movimento è fondamentale per la propriocezione e l’appropriata selezione del programma motorio. Il miglior modo per mobilizzare la lombare minimizzando le forze imposte su di essa è in quadrupedia. Lo scopo dell’esercizio è guadagnare consapevolezza all’interno dell’arco di movimento non doloroso. La mobilizzazione di questa parte deve essere sempre valutata dal Medico Specialista, considerando il rapporto tra i rischi e i benefici. Per questo motivo non troverete una spiegazione dettagliata.

Esercizi per il mal di schiena cronico
Esercizi per il mal di schiena cronico 2
Esercizi per il mal di schiena cronico 3

Esercizi Mal di Schiena: Mobilizzazione del Torace in Quadrupedia

Obiettivo: aumentare la mobilità del torace in quadrupedia mantenendo la lombare ferma e stabile.

Esecuzione: Fate distendere i gomiti e bloccare le spalle con l’utilizzo dei gran dorsali. Le anche rimangono flesse. Tutti i muscoli del busto dovrebbero essere ingaggiati per mantenere la solidità del busto. Porre una mano sul collo in maniera tale da avere un appoggio in tripodia. Dite al cliente di creare una rotazione toracica dalla parte della mano appoggiato sul collo. La rotazione dovrebbe essere il risultato di una spinta del braccio di appoggio e di una trazione della muscolatura posteriore del lato della mano in appoggio al collo. Dovete controllare che ci sia una minima rotazione e deviazione laterale della lombare. La rotazione dovrebbe essere eseguita insieme alla inspirazione. Arrivati al punto di massima rotazione toracica, fate esalare l’aria, fate prendere un altro respiro e cercate di far aumentare leggermente l’angolo di torsione toracica facendo guidare il movimento con i muscoli posteriori il più possibile senza perdere l’allineamento. Fate tornare in posizione di partenza e ripetete.

Programma di lavoro: 4-5 ripetizioni per lato. Ripetere per l’altro lato. Interrompete se l’allineamento viene perso o se la posizione provoca dolore.

Esercizi a corpo libero
Esercizi a corpo libero

Stabilizzazione lombare

Il mantenimento della stabilità lombare coinvolge tre sistemi interattivi: il sistema di supporto passivo, che fa affidamento sulla integrità ossea, sui legamenti e sulla fascia che connette i muscoli scheletrici; il sistema di contrazione attiva che permette attraverso la contrazione muscolare la stabilità dinamica – durante il movimento è il sistema nervoso centrale, che svolge un ruolo di primo piano nel controllo motorio. Il sistema nervoso centrale risponde alle sensazioni prodotte nei sistemi attivi e passivi utilizzando i nervi per controllare la coordinazione motoria. Il sistema nervoso centrale governa le azioni fisiche e previene le interferenze al fine di mantenere la stabilità spinale e il movimento lombare.

(Panjabi MM: The stabilizing system of the spine. Part I. Function, dysfunction, adaptation, and enhancement. J Spinal Disord, 1992, 5: 383–389, discussion 397).

Ricordiamo che in presenza di degenerazione scheletrica, l’integrità meccanica diminuisce permanentemente e la funzionalità del sistema nervoso e muscolo-scheletrico deve essere aumentata per compensare questa mancanza strutturale.

Nota pratica: la posizione neutra del rachide lombare è la posizione che minimizza le sollecitazioni sulla struttura. Gli esercizi di stabilizzazione dovrebbero essere eseguiti in questa posizione. Per comprendere quale sia l’intervallo corretto di questa posizione neutra è necessario paragonare i risultati dei test anteversione-retroversione del bacino al muro e anteversione-retroversione del bacino in quadrupedia

Tecniche di correzione personalizzate

L’operatore inoltre può utilizzare degli accorgimenti, possibilmente differenti da persona a persona, per creare attivazione in specifici gruppi muscolari che latitino nell’attivazione. Queste tecniche, spaziano dalla visualizzazione all’utilizzo di suggerimenti esterni o interni al corpo, o alla stimolazione tattile. Lo specialista deve conoscere tali tecniche per assicurarsi che se un gruppo muscolare non partecipa sufficientemente all’azione corale, venga invece reclutato. La stabilizzazione del rachide lombare è un compito che viene raggiunto dal lavoro coordinato di tutti i gruppi muscolari intorno alla colonna, è necessario quindi un equilibrio di ingaggio fra i vari muscoli.      

(McGill SM, Karpowicz A: Exercise for spine stabilization: motion/motor patterns, stability progressions, and clinical technique. Arch Phys Med Rehabil, 2009, 90: 118–126).

Bracing (Abbraccio addominale) vs Hollowing (Risucchio addominale)

Il concetto sopra esposto è ulteriormente confermato dallo studio di Koh et al. che ha dimostrato che eseguire esercizi con la tecnica di Bracing (Abbraccio addominale), che provoca l’attivazione sia dei muscoli profondi che di quelli superficiali, risulta più efficace nel creare la solidità necessaria per contrastare le forze impresse sulla lombare nelle varie direzioni, rispetto all’utilizzo della tecnica di Hollowing (Risucchio addominale) che attiva quasi esclusivamente i muscoli profondi.

Oltre a presentare differenze nell’attivazione della muscolatura (il risucchio predilige la muscolatura profonda, mentre l’abbraccio coinvolge sia quelli profondi che quelli superficiali) le due tecniche comportano anche un adeguamento geometrico diverso. Il risucchio diminuisce la circonferenza, al contrario dell’abbraccio, fornendo quindi una base di supporto più piccola.

Come eseguire l’abbraccio Addominale:

Senza trattenere il respiro, fate apporre le dita delle mani alle pareti laterali dell’addome. Fate controbilanciare la pressione delle dita verso l’interno con una contrazione addominale che le spinge verso l’esterno. La contrazione non deve essere massimale ma sufficiente per essere mantenuta durante i movimenti e gli esercizi.

(Koh HW, Cho SH, Kim CY. Comparison of the Effects of Hollowing and Bracing Exercises on Cross-sectional Areas of Abdominal Muscles in Middle-aged Women. J Phys Ther Sci. 2014;26(2):295-9).

Differenze tra Risucchio e Abbraccio Addominale

Differenze tra Risucchio e Abbraccio Addominale.

  • In alto è raffigurato il risucchio
  • In basso è raffigurato l’abbraccio addominale

Nota pratica: l’obiettivo del lavoro di stabilizzazione è aumentare la resistenza della muscolatura del busto. La prescrizione degli esercizi dovrebbe essere quindi mirata a sviluppare questa capacità, senza però affaticare la muscolatura interessata.

Nel prossimo e ultimo articolo descriveremo esempi di esercizi di mobilizzazione e di stabilizzazione per le diverse parti funzionali: anteriore, posteriore, laterale, arti inferiori.

Seguici nel prossimo articolo.

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