Un anno speciale per il gruppo Johnson/Matrix

Il 2015 coincide con il quarantennale di Johnson Health Tech, azienda fondata da Peter Lo nel 1975, e con il decennale della filiale italiana. Per celebrare questa duplice ricorrenza, abbiamo intervistato Jason Lo e Pino Di Eugenio, rispettivamente amministratore delegato del Gruppo e della Filiale italiana.

Peter LoRiportiamo integralmente il redazionale pubblicato nel n. 145 del Nuovo Club anno 2015

Fondata nel 1975 da Peter Lo a Taichung, Taiwan, Johnson Health Tech incomincia a operare nel settore fitness come produttore di dischi per il sollevamento pesi per il marchio statunitense Ivanko, diventando, nel giro di pochi anni, il maggiore produttore in questo comparto. Negli anni successivi diventa fornitore per marchi come UniversalTunturiSchwinnTrueOmron Mizuno, e nel 1996 lancia una propria linea di attrezzi identificata dal marchio Vision Fitness. Passati due anni è la volta di Horizon Fitness e nel 2003 del marchio fitness professionale Matrix fitness. 

Come da progetto, Johnson apre filiali dirette in tutto il mondo e nel 2005 tocca all’Italia che è divenuta in questi dieci anni un riferimento importante nel settore fitness sia home che professional: 11 milioni di capitale sociale, 9 milioni di fatturato, circa 2000 palestre clienti, circa 200 rivenditori, 4 negozi diretti, un negozio in franchising e un sito e-commerce.

Nel 2008, con il marchio Matrix, il gruppo raggiunge un accordo di collaborazione con Johnny G (inventore dello Spinning) creando il KRANKcycle, una svolta con la quale fa il suo ingresso nel mercato delle attività di gruppo. E la collaborazione con Johnny G si è ampliata proprio quest’anno con la creazione del nuovo progetto In-Trinity.

Oggi il gruppo JOHNSON conta più di 20 filiali in tutto il mondo e più di 70 distributori, è il primo operatore asiatico nel fitness e tra i primi al mondo, è inoltre presente con più di 200 negozi diretti (Johnsonstore) di cui 5 anche in Italia.

Dall’anno della sua creazione, il marchio MATRIX  è diventato il brand professionale con maggiore velocità di crescita al mondo consentendo al gruppo Johnson di entrare nel ristretto “club” dei leader del mercato.

Una realtà, oggi, in grado, quindi, di produrre con marchi diversi, una gamma completa di soluzioni per il fitness in tutte le sue declinazioni, il cui fatturato globale consolidato (dato del 2014) è pari a 546 milioni di dollari. E un’ulteriore crescita è l’obiettivo per i prossimi anni…

Jason LoPer conoscere meglio  questa dinamica realtà abbiamo intervistato Jason Lo e Pino di Eugenio,
rispettivamente amministratore delegato del Gruppo e della Filiale italiana.

La parola a Jason Lo

Dal vostro punto di osservazione, com’è cambiato il settore fitness negli ultimi quattro decenni e come prevedete che si evolverà in futuro a livello internazionale?

Come azienda produttrice, i cambiamenti più significativi ai quali abbiamo assistito hanno in genere interessato l’evoluzione del design degli attrezzi, la crescente varietà dei prodotti cardio e, soprattutto, la sempre maggiore applicazione della tecnologia tanto ai prodotti quanto ai servizi. È chiaro che in futuro la componente tecnologica avrà un’incidenza sempre maggiore e consentirà ai gestori di club di erogare ai propri clienti più assidui un servizio sempre all’avanguardia, alimentando costantemente la loro motivazione a rispettare uno stile di vita salutare per essere in forma a tutte le età.

Che cosa dovrebbero fare le aziende e gli operatori di club per convincere i sedentari a “mettersi in moto” frequentando un centro fitness/sportivo?

Le aziende produttrici dovrebbero aiutare il più possibile i club a erogare servizi che soddisfino realmente i desideri e le esigenze dei loro clienti tenendo in considerazione i diversi target. Inoltre, aziende e club, insieme, dovrebbero collaborare maggiormente con le istituzioni e le associazioni per diffondere il più possibile la cultura dello stile di vita equilibrato e salutare.

Quali sono, a suo avviso, i principali fattori critici per motivare, soddisfare e fidelizzare i soci dei club?

È innanzitutto sbagliato offrire lo stesso servizio a tutti, Meglio cercare di offrire a ogni iscritto la possibilità di scegliere per soddisfarne i bisogni, in modo che continui a frequentare il club per trarne benefici sia fisici sia mentali.

Quali progetti ha Johnson Health Tech per il mercato italiano?

Oltre a coincidere con la celebrazione dei 40 anni di attività del Gruppo Johnson, quattro decenni di attività durante i quali si è verificata una frenetica crescita del settore in tutto il mondo, il 2015 coincide con il decimo anniversario della nostra filiale italiana. Come si può immaginare, sin dall’inizio sapevamo che non sarebbe stato facile affermare il nostro marchio in questo mercato, ma come Gruppo ci siamo gradualmente resi conto delle grandi opportunità che offriva, così abbiamo deciso di investire molto risorse anche in Italia. Oggi siamo uno dei maggiori player anche nel mercato italiano e questo successo ci consente di continuare a investire su un mercato nelle cui potenzialità di sviluppo Matrix crede molto.

pino di eugenioLa parola a Pino Di Eugenio

Qual è, in estrema sintesi, il bilancio di questi primi 10 anni di Johnson Health Tech Italia?

Dieci anni fa, quando abbiamo fatto il nostro ingresso in Italia, abbiamo raccolto una grande sfida in quanto il mercato non aveva ancora raggiunto la sua massima espansione e al tempo stesso vi operavano alcuni player ben posizionati, dotati di un’ottima organizzazione e di marchi molto noti. Sin dall’inizio ci siamo posti un obiettivo primario: diventare per i nostri clienti un partner affidabile, in grado di fornire prodotti di qualità e al tempo stesso accessibili, nonché valorizzati da un’efficace strategia di marketing e comunicazione. Tutto questo per soddisfare pienamente le esigenze sia dei gestori di club sia degli utilizzatori finali.

Siamo partiti in modo graduale e lavorando con grande passione e impegno siamo riusciti, in un decennio, a diventare uno dei player più importanti anche in Italia.

Come prevedi che si evolva, nei prossimi anni, il mercato del fitness in Italia e dunque i fitness club?

L’evoluzione del mercato del fitness italiano sarà inevitabilmente influenzata dai trend che caratterizzeranno lo scenario internazionale. Credo che la segmentazione si accentuerà ulteriormente e si vedranno, da una parte, club polivalenti in grado di offrire un’ampia gamma di servizi e attività, dall’altra realtà iper specializzate. Così come sarà ancor più netta la distinzione tra centri low cost che, a un prezzo molto contenuto, mettono a disposizione degli iscritti il semplice utilizzo di attrezzi proponendo servizi accessori non compresi nel prezzo dell’abbonamento, e club di piccole dimensioni che puntano su una marcata personalizzazione del servizio.

Dal vostro osservatorio, come sono cambiate le esigenze dei consumatori di fitness e come prevedete che cambieranno ulteriormente nei prossimi anni?

Abbiamo assistito al graduale passaggio dal body building alle diverse espressioni del fitness che ruotano intorno al concetto di benessere fisico e mentale. Prevedo che nei prossimi anni la consapevolezza dei consumatori di fitness crescerà ulteriormente. Di conseguenza si verificherà un incremento della domanda di servizi e attività personalizzate, in grado di soddisfare i bisogni e i desideri soggettivi di persone che sanno esattamente che cosa vogliono, dunque molto più esigenti. Credo che i frequentatori di club degli anni a venire vorranno frequentare strutture nelle quali svolgere attività efficaci e sicure che, oltre a consentire di raggiunger gli obiettivi desiderati, assicurino anche una buona dose di divertimento e il mantenimento nel tempo della forma fisica raggiunta.

Inizialmente le “palestre” erano frequentate per costruire muscoli e scolpire il corpo, in seguito per dimagrire, oggi per stare bene ed essere seguiti anche quando si fa attività motoria a casa, in hotel o all’aria aperta per mantenere il corretto stile di vita. Come fornitori di attrezzature e servizi per il benessere non possiamo certo ignorare questo cambiamento.

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