La plagiocefalia nei bambini

Ieri ho visitato un bambino.
Ha quasi un anno.
La testa è storta: un orecchio è più avanti e uno più indietro, guardandolo da sopra.
La mamma me lo porta perché il bambino, su indicazione del pediatra e poi del fisiatra, sta facendo la fisioterapia per la schiena, perché “è storta”.
Lo spoglio: effettivamente il cucciolo si siede e la sua schiena forma una bella curva, come non dovrebbe alla sua tenera età.
Metto le mani in testa: plagiocefalia.

La plagiocefalia è una deformità cranica, molto diffusa, tale per cui la base della nostra testa, quella che si attacca sul collo per capirci, ha fatto una “sterzata”: non è più perfettamente ovalare ma, a seconda dei casi, assume la forma di una banana o di un fagiolo. Sopra, in alto, la volta cranica, prende la stessa forma.

nascita2Nessuno sa perché accade: non c’è ereditarietà ma si suppone che possa essere posizionale, ossia che dipenda dalla posizione della testa in utero o dalle compressioni che la testa ha subito nel momento vero e proprio del parto, di più se è stata usata l’ossitocina.

Allora tocca spiegare alle mamme che non dipende da come dorme o da come tengono in braccio il pupetto…tutti avremmo la testa storta in questo caso…ma che è opportuno verificare che questa anormalità di forma sia fisiologica. E qui ci tornano in aiuto le orecchie: se una è in avanti e l’altra indietro significa che non solo la parte sopra (dove crescono i capelli) ma anche la base del cranio ha subito la deformazione e pertanto non  basta più aspettare e sperare ma bisogna intervenire, bisogna andare dall’osteopata. Perché solo l’osteopata mette le mani in testa al bebè, manipola le ossa craniche e insegna ai genitori il trattamento da fare a casa. L’allattamento al seno in questi casi è di grande aiuto perché suggere il capezzolo richiede più forza ai muscoli della bocca e questi ci aiutano ad “auto-manipolare” le ossa craniche.

Cosa può succedere se il bambino non viene trattato?

Ahimè non è scritto nei libri ma frutto dell’esperienza ambulatoriale, il campo è ancora troppo giovane e inesplorato: i bambini plagiocefalici divenuti ragazzini e arrivati alla mia osservazione hanno delle caratteristiche in comune. Sono impacciati motoriamente, scoliotici, tutti con “l’apparecchio”, introversi, non brillanti a scuola, molti hanno bisogno di un sostegno scolastico e psicologico.

Per spiegare tutto questo bisogna rifarsi alla fisiologia: la forma determina la funzione. Se cammino male perché ho un piede equino (che sta sempre con la punta verso il basso) comprometto la mia schiena. Se la testa non ha la forma che dovrebbe (ovale) un sacco di funzioni si alterano…e il bambino, abbandonando i riflessi comincia a scoprire il mondo ed estrarre informazioni (leggasi apprendimento) volontariamente…sarà condizionato da questa asimmetria che inizialmente sarà solo cranica, poi motoria e infine intellettiva.

Per questo non mi spiego il fatto che se nasce un bambino con un piede equino il pediatra è solerte nel prendersi cura di lui ma se il bambino ha la testa storta la risposta è sempre la medesima: “signora stia tranquilla, da grande gli cresceranno i capelli e non si vedrà nulla”.

Siamo proprio delle capre.

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