Integratori, che affare. Un mercato da 1,96 milioni di euro

La più importante medicina mai esistita al mondo è il cibo sano.
Purtroppo oggi diventa difficile se non impossibile trovare del cibo sano.
Non basta comprare prodotti biologici per preservare la propria salute o garantirsi alimenti di elevata qualità.
Sempre più persone si dimostrano disposte a spendere di più per comprare cibi che possano offrire maggiori sicurezza.
Il volume di vendita di integratori alimentari e cibi funzionali in Italia nel 2013 è di 142 milioni di confezioni (+4,2% rispetto al 2012).
Il Fatturato complessivo italiano è di quasi 1,9 miliardi di euro (1.926 milioni) con una crescita del +3,9%.
integratoriLa consapevolezza degli italiani sull’importanza della prevenzione per stoppare l’insorgere di patologie mediante l’adozione di un corretto stile di vita (alimentazione, attività fisica, integrazione) si evince dalla costante crescita di fatturati registrati in settori confinanti ma non ancora sufficientemente integrati.
Le previsioni per fine 2013 parlano di un valore di mercato per gli integratori alimentari di 22 miliardi di euro a livello mondiale.
I canali di acquisto privilegiati sono la farmacia e la parafarmacia, con una quota a valore pari al 62%. Nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata) si effettua il 21% delle vendite, mentre conquista terreno la vendita su canali non tradizionali come internet, che raggiunge quota 17% e mostra un trend in costante crescita.
La #palestra o il Centro Fitness non vengono menzionati poichè svolgono un ruolo marginale nel comparto. Ciò è dovuto a due fattori predominanti: la mancanza di organizzazione del settore con conseguente incapacità di fare sistema e soprattutto la tendenza a vendere solo ed esclusivamente prodotti strettamente legati all’attività sportiva.
Gli integratori alimentari a reintegrazione energetica, con un trend negativo del 0,5%, hanno un valore di 108 Milioni di euro pari al 5,6% del mercato complessivo.
Dieta e Naturalità, ambito strettamente legato al fitness valgono, il 30,3% del mercato, 582 mln €, con un trendi positivo del 2,3%.
I reintegratori di calcio con il 16% ed i prodotti per la difesa dell’organismo con il 9,8% del mercato potrebbero essere facilmente proposti anche all’interno di un Wellness Center compiendo il definitivo passaggio da semplice palestra a luogo dedicato alla cura del corpo e della salute.
L’area in assoluto più profittevole e data in fortissima crescita è quella legata alle intolleranze alimentari pari al 31,4% del comparto e con un valore di 603,3 mln € ed un trend di crescita del 4,7%.
Ma perchè diveniamo sempre più intolleranti a prodotti da sempre alla base della nostra dieta?
In Italia abbiamo:
600.000 celiaci di cui diagnosticati solo 400.000.
2.000.000 di persone con ipersensibilità al glutine.
Nell’’inseguimento alla produttività l’agricoltura convenzionale ha sacrificato spesso la qualità e la naturalità dell’alimento.
L’agricoltura tradizionale affronta parassiti ed erbacce a suon di fungicidi, insetticidi ed erbicidi, che lasciano residui nei raccolti pari al 25%.
I prodotti bio però pur avendo standard più rigidi accettano comunque una tolleranza del 0,9 % di OGM come per i cibi convenzionali e accettano l’utilizzo di semenze modificate per irradiazioni, quindi con DNA manipolato. Numerosi studi ed evidenze scientifiche confermano la minor biocompatibilità con l’organismo umano di quei prodotti alterati geneticamente con il conseguente incremento delle patologie degenerative correlate.
Alcuni alimenti vengono sottoposti ad un bombardamento di radiazioni; lo scopo è favorire un migliore processo di conservazione e maturazione, impedire la germogliazione, lo sviluppo di germi nocivi ed altro. Le irradiazioni allungano di molto i tempi di conservazione e riducendo gli scarti di magazzino per infestazione di insetti, muffe, batteri o premature germinazioni.
Gli alimenti maggiormente irradiati nel mondo risultano essere: cereali, frumento, spezie in genere, pollo, pesce, gamberetti, uova in polvere, semi di cacao, datteri, legumi, mango, fragole, banane, frutta secca, funghi, indivia, asparagi ed altro.
Nell’ambito della cultura alimentare i centri #wellness possono fare molto ritagliandosi importanti aree di fatturato.

A cura di
Dott. Manuel Salvi
Partner UP Soluzioni di Sviluppo

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Una risposta

  1. Francesco ha detto:

    Buongiorno,mi piacerebbe approfondire il discorso.
    Rimango a disposizione x parlare con un responsabile che mi possa dare informazioni utili a riguardo.

    Grazie
    Buona giornata
    Reina francesco

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