Breve analisi del Fitness 2015

Finite le fiere europee (FIBO e Rimini) e raccolte le indicazioni che arrivano da
oltreoceano, possiamo provare a fare un riassunto di quanto si è visto negli ultimi tempi.
RiminiWellnessNel nostro mondo, da anni oramai, si sente dire che non c’è mai nulla di nuovo.
…lo dicevano l’anno in cui è arrivata la Zumba; l’hanno ripetuto vedendo il crossfit che si
affacciava…
Vista la premessa, preferisco astenermi da giudizi globali; rimango neutrale e provo a
schematizzare alcuni degli input che mi sono arrivati nella prima parte di quest’anno.

Funzionale
E’ il dominatore indiscusso dei discorsi tra addetti ai lavori. Piace ai titolari perché non
richiede investimenti importanti. Piace ai tecnici perché esalta le loro competenze. Anche il
pubblico ha imparato cosa vuol dire e comincia a richiederlo e apprezzarlo.
A me personalmente sembra di essere tornato quindicenne, agli allenamenti della mia
società sportiva. Sudore e fatica (più o meno accentuata, a seconda dell’impegno e delle
ambizioni), condivisi assieme agli altri.
ConnexusIl concetto è bello ed è stato declinato in tutte le salse. A circuito o esercizi uguali per tutti.
Con o senza attrezzi e attrezzature dedicate. Corso, mini-gruppo o personal. Strong o
light. Con o senza “marchi”.
Nelle palestre e nel mercato si è creato uno zoccolo duro di atleti che, in un paio d’anni
dalla partenza – in ogni singolo impianto – tende a stabilizzarsi. Crescono invece e di
molto, i numeri dei partecipanti agli eventi nazionali.

Mini-gruppi
In parte conseguenza del punto sopra, ma anche figlio della crisi (un mini-gruppo occupa
un istruttore come un’ora PT, ma rende di più) è una delle situazioni su cui le attese
restano alte.
In un’epoca dove lo sharing è di gran moda (uber, e-mule, etc, etc), ho anche partecipato
a un seminario dove il concetto era reinterpretato e proposto come “condivisione” di un
istruttore.
Ha un “solo” vero punto debole: il carisma dei singoli trainer e la loro capacità di creare
gruppi di allenamento.

Sistemi di pagamento
Non mi riferisco al pagamento delle attrezzature ma a quelli verso fornitori. Complice la
crisi e una maggior preparazione dei commercialisti o di chi supporta i titolari nel definire
i loro fabbisogni finanziari annuali, si stanno diffondendo forme pagamento/accesso alle
attrezzature necessarie a un impianto fitness o wellness differenti. Il mercato è saturo. Le
aperture rare. Noleggi, affitti, dilazioni e permute stanno diventando ormai più importanti
degli sconti.

Zumba
Archiviata l’acquazumba, nessuna delle novità proposte ha più scaldato il mercato.
Impressione dei primi due giorni di Rimini, quelli degli addetti ai lavori: la Zumba è morta.
Un immenso padiglione semivuoto e buio.
Nel weekend mi sono dovuto ricredere. Il movimento è grande e il pubblico la cerca
ancora.

Reebok
Avendo citato un marchio leader, ne nomino un altro. E devo dire che lo zoccolo duro delle
loro attività, unito all’investimento sul funzionale spinto e alla partnership con il più grosso
fornitore di corsi fitness e relativa formazione, sta pagando.
Aumenta sensibilmente la loro quota di mercato nelle attività fitness, grazie alla
penetrazione di queste nuove attività e a un investimento continuo su abbigliamento e
piccoli attrezzi.

Attività che stentano a partire
In questa sede eviterò di fare nomi, ma è abbastanza evidente come, mentre i due appena
analizzati rappresentino realtà consolidate e indiscusse del panorama fitness italiano, altre
fanno fatica a decollare.
Alcune per mancanza di risorse (uomini, mezzi, organizzazione, capitali), altre per
l’oggettiva difficoltà dei gesti che propongono, altre ancora per quelle strane alchimie del
marketing, per il quale, se non si azzecca il giusto mix, non si soddisfano i bisogni del
cliente.
Sicuramente, in un periodo di crisi come l’attuale, faranno ancor più fatica a emergere.

Aree da riempire con poca spesa
Parente stretta dell’attenzione ai costi, l’esigenza di rinnovare una parte del centro fitness
spendendo cifre al metro quadro non proibitive, spinge nella direzione delle attività, manco
a dirlo, funzionali.
Che si tratti di TRX, di tappeti variopinti o di strutture con cui fare molti tipi di
esercizi, tutti hanno un denominatore comune: il basso costo a metro quadro.
Fioriscono cosi le soluzioni a costo ragionevole, con cui dare forti segnali di cambiamento
alla propria clientela. Unica area di rischio: la maggior parte si presta ad attività svolte in
small group, con tutte le cricità viste sopra.

Alimentazione
AlimentazioneL’alimentazione è ormai il perno di tutte le comunicazioni che parlano del benessere.
Prima del movimento, prima di ogni altra cosa i media ci bombardano letteralmente di
indicazioni su come ci si deve alimentare per star meglio, dimagrire, vivere più a lungo,
guarire da malattie.
Se poi a questo aggiungiamo i cibi bio (e loro evoluzioni), il km zero e i mix di estratti –prevalentemente vegetali (i barattoloni di proteine ormai sono roba da dinosauri del fitness) abbiamo centrato il cuore del business attuale e futuro.
Con gran gioia delle strutture che possono avvalersi di nutrizionisti preparati e “moderi”.
Il tutto naturalmente, nell’anno dell’Expo.

Wearable devices
Nelle fiere non se ne parla abbastanza, le palestre le considerano ancora poco, eppure
molti clienti le possiedono e le usano. Che sia una fascia da meno di 100 euro che mi dice
solo se ho dormito bene o, un cardio con gps e altimetro barometrico – naturalmente tutto
interfacciabile col mio pc e col cellulare – poco cambia.
myzone distribuita da matrix fitnessFanno parte del futuro. Servono a seguire i clienti dentro e fuori la palestra. Aiutano a
misurare pianificare, aiutare e motivare.
Sapendo che fra i trend fitness che ci arrivano dall’America, c’è la maggior
specializzazione degli istruttori, l’utilizzo delle periferiche indossabili è inevitabilmente la
loro prossima area di apprendimento e perfezionamento.

App
Strettamente connesso – in tutti i sensi – con quanto sopra, c’è il mondo delle app e dei
software che aiutano a: visualizzare programmi di allenamento, controllare la propria
alimentazione, farsi monitorare da un personal trainer in remoto, storicizzare allenamenti e
progressi, fare confronti con target e amici, etc, etc. AppMAtrix
Il futuro le vede collegate al parco macchine e al gestionale del centro. Bisogna affrettarsi
a capirne le logiche, i costi e l’applicabilità per evitare che la cosa ci sfugga di mano e i
nostri clienti siano in balia di chissachì al di fuori dal nostro controllo.

 

 

 

 

 

 

logo UPDott. Adriano Guizzetti
Partner Up Soluzioni di Sviluppo
www.upsoluzioni.it

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